Gnocchi fritti con besciamella al Parmigiano (e piccolo tutorial per gestire lammmerda)

Puoi teorizzare quanto vuoi sull’alimentazione e la dieta ed il movimento fisico.
Però, sia che tu lo faccia col culo ciccioso collassato sul divano, sia che tu lo faccia con i muscoli stragonfi il risultato non cambia: non esiste una regola applicabile per tutti né mai esisterà.
Te lo faccio spiegare in maniera semplice semplice dal mio amico fisicato:

Ecco.

Come accade spesso, mi sento in dovere di raccontarti la mia storia, come in quei brutti video motivazionali dove la gente ti racconta di come ha cambiato radicalmente la vita dopo aver visto un documentario su Iva Zanicchi nel suo viaggio in Tibet.
Ne uscirai cambiata, butterai nel cesso le barrette proteiche al cacao finto (mi raccomando, però, mangiane solo metà sennò esageri con i nutrienti) e smetterai di nutrirti di insalata scondita e cibi senza glutine, senza lattosio, senza cibo.

La mia reazione quando leggo delle diete su Instagram.

La regola del palestrato medio è quello di levare tutta l’alimentazione e limitarsi a bibitoni proteici e soprattutto venerare il polletto col riso.
Quando mi capita di raccontare le mie abitudini di pappa, questi sudano freddo.
Perché io, Pizzakaiju, mangio lammmerda. Ho sempre mangiato lammmerda.
O, per meglio spiegarmi, ho sempre GESTITO lammmerda.

Ebbene sì: lammmerda si può gestire.

La mia alimentazione è composta, in linea di massima, da due pasti molto ravvicinati. Non ho la colazione, non ho gli spuntini. Mangio a pranzo (subito dopo l’allenamento) e a cena (che d’estate è spesso accompagnata da un mini allenamento di 30-40 minuti).

A pranzo dolci, a sera salato, per accontentare ogni tipo di voglia.

Non faccio palestra per dimagrire, né per restare in forma. Cerco da tre anni di modellare il mio corpo, senza sbilanciare di troppo il mio peso: in tre anni ho acquistato circa 3 chili, 3 chili che posso tranquillamente affermare essere solo muscoli. La ciccia è sempre meno e piano piano sparirà.
E questo sempre mangiando come un Garbage Kid.

Ormai lo sai.

Mi si può tranquillamente rispondere che sì, ok,  però poi ti fa male. Ma non fumo, non bevo, vivo in campagna. Un po’ di cibo di merda posso permettermelo (e comunque morirò lo stesso, prima o poi. Ed anche tu, pure se mangi solo seitan e semi di chia).

Inutile dire che i rompicoglioni sono sempre stati in agguato e mi hanno sfracassato con i loro tacchini da 50 grammi e i fiocchi d’avena e gli yogurtini tristi. E poi la colazione! Come fai a non fare colazione??? Non lo sai che è il pasto più importante della giornata???!

Così quest’inverno ho cambiato la dieta. Tre pasti: colazione, pranzo, cena. Pentendomene tantissimo.

Giuro, non l’ho presa in maniera così vulcaniana.

Cercando di limitarmi più possibile, ho comunque incontrato un aumento calorico fisso di circa 400-500 calorie. Che sono tante.
Ma quello è stato il meno.

In tre mesi sono stata male fisicamente, mentalmente e non ero mai contenta di mangiare. Mi sentivo gonfia, mi sembrava sempre di mangiare troppo ed anche il mio fisico è peggiorato. A parte l’aumento di peso di tre chili (TRE!), gli addominali non si vedevano più, le gambe erano più grosse e persino i fianchi mi sembravano allargati.
In più pure allenarsi era diventata una tortura: mi alzavo senza voglia di fare niente, non mi sentivo appagata, mi sembrava di sprecare tempo e forze. Ho allentato le ore e l’intensità, rendendo lo sport quotidiano più un dovere che altro.

Insomma, non stavo benissimo.

Ci ho provato per davvero. Poi sono tornata sui miei passi.
Da tre settimane ho smesso con le torture auto inflitte e sono tornata al mio regime, provocandomi il mal di pancia per i gelati e i cereali e le torte.
Ho perso i tre chili ed ho un fisico che non è mai stato migliore: mi sono asciugata tantissimo, i muscoli sono cresciuti in ogni parte del corpo e soprattutto i miei allenamenti sono tornati ad essere belli. Mi diverto, riesco sempre ad aumentare l’intensità ed è un continuo crescendo.

Sto a mille, proprio.

Tutto ‘sto pippone non è per dire FATE COME ME. No. È solo il mio modo per dimostrare che non esistono regole ferree e che ogni corpo è a sé. Ogni abitudine è dannosa od ottimale a seconda del soggetto e soprattutto lo sport non deve essere vissuto come mezzo per raggiungere un dimagrimento: deve essere vissuto per se stesso. Sentire il corpo che soffre mentre alza un peso (o corre a velocità massima o quello che ti pare) è una sensazione che vale per sé. Il corpo reagirà di conseguenza alla positività e sembra un pensiero hippy, ma non lo è.

E soprattutto EVERYBODY EATS!

Con l’arrivo del caldo caldissimo chi mi segue su Facebook od Instagram sarà bombardato di mie foto in mutande e si vedrà che non dico stronzate: il fisico si modella, pure se avete le dita nutellose.

Basta mangiare tutto con moderazione, non vivere di privazioni ed accontentare i propri desideri il più possibile.
E quindi, in pieno spirito cicciolandia, oggi ti dono il potere degli gnocchi di patate fritti.

Lo so, è dura da accettare. Ma anche oggi si frigge.

Avevo questa ricetta di Sciuè Sciuè in coda da tipo seicento mesi e finalmente ho preso il coraggio. In pratica si friggono gli gnocchi e poi si condiscono con una besciamella al parmigiano reggiano. Semplice, buono e – incredibile! – manco troppo pesante. Dopo 20 minuti scarsi avevo di nuovo fame. Ma io, si sa, c’ho grossi problemi.

Go, go, go! 

Tutti in cucina.

Per preparare gli gnocchi fritti con besciamella al parmigiano, per due persone, hai bisogno di:

  • 500 grammi di gnocchi di patate. Io ho comprato quelli di Giovanni Rana ed erano a temperatura ambiente. Lo dico perché pare che chi ha fritto tirandoli direttamente fuori dal frigo abbia avuto la cucina esplosa;
  • un litro di olio per friggere. Consiglio sempre di evitare gli oli di semi, ma di usare un olio extra vergine di oliva economico. Puoi anche riciclarlo per un paio di usi: basta che lo pulisci un po’ con un colino a maglie fitte, per togliere i residui della frittura;
  • mezzo litro di besciamella che creerai con 500 grammi di latte a temperatura ambiente, 50 grammi di burro e 40 grammi di farina (più sale, pepe e noce moscata a piacere). In realtà te ne avanzerà, ma è meglio abbondare, magari a te piacciono gli gnocchi super immersi nella besciamella;
  • 100 grammi di parmigiano reggiano.

Grattugia i 100 grammi di parmigiano, che partiamo dalla besciamella.
Mi rifiuto di scrivere di nuovo tutto il procedimento che ormai è assodato e puoi trovare qui.
In pratica fai sciogliere i 50 grammi di burro in un pentolino, aggiungi i 40 di farina ed attendi che si crei il compostino. Versi il latte, fai scaldare ed addensare, girando sempre con la frusta a mano (puoi usare quella elettrica, ma con quella a mano è comodissimo, non c’è bisogno di raggiungere velocità supersoniche).

Aggiungi sale, pepe e noce moscata.
Quando si sarà ben addensata (ma bene, in questo caso ci serve bella spessa) butta dentro il parmigiano.

Mescola bene bene con un cucchiaio di legno fino a quando si sarà tutto sciolto. A fiamma spenta.
Ecco il risultato finale:

Metti il coperchio e lascia riposare. 
Adesso friggiamo.
Versa il litro d’olio in un pentolino e fagli raggiungere la temperatura di frittura, usando una fiamma medio alta. Qual è la temperatura di frittura? E che ne so: ti sembro un termometro? Devi fare una prova. Gettaci dentro un pizzico di farina: se frigge, ci siamo.

Adagia, con l’aiuto di una schiumarola, gli gnocchi nell’olio bollente. Tutti insieme, violando le sacre leggi di quelli che ne sanno che ci impongono di friggere pochi pezzi alla volta.

Gli gnocchi, esattamente come quando li cuoci in acqua bollente, verranno a galla. Io ho fatto friggere circa tre minuti.
Tirali fuori sempre con la schiumarola e mettili su un paio di piatti ben coperti con carta da forno. La frittura deve essere sempre ben distanziata, altrimenti ti si ammolla e non rilascia l’olio in eccesso.

Tampona gli gnocchi con la carta da forno, per fare assorbire più olio possibile.

brutte mani da finto pugile.

Riversa tutti gli gnocchi in una ciotolona.

Condiscili ora con la besciamella.

Prepara i piatti e su ogni porzione caccia un po’ di pepe.
Dovresti avere ottenuto un risultato simile:

Siccome è molto difficile fotografare piatti molto bianchi, ecco un’altra foto scattata senza usare il flash, sperando sia di aiuto:

Ciao e buon appetito!

Lasagne ai funghi.

So che, come me, quando pensi alla parola Lasagna sei sopraffatta da due sentimenti contrastanti: da una parte la voglia di mangiarne a quintali, dall’altra il tedio pensando alle ore trascorse per cucinarla.

Quindi da quanto non mangi lasagne?
Io era tipo seimiladuecentoquarantacinque anni. E no, non stavo benissimo.

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A volte venivo sopraffatta da crisi isteriche improvvise. E tutto per colpa della rota da lasagne.

Poi mi sono ritrovata con della sfoglia in più perché stavo facendo altra roba ed ho pensato che fosse giunto il momento. E adesso te lo dico: non è stato terribile per niente.

In molti sbollentano la sfoglia prima di metterla in forno, ma non c’è bisogno. Se la prepari con le tue manine di merda, nei tempi di cottura del forno che ti dirò la lasagna sarà pronta senza altre rotture di coglioni.

Cominciamo subito, che è una roba lunghetta.

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Go, go, go!

Per preparare delle lasagne ai funghi per due persone – ma anche tre – hai bisogno di:

  • Sfoglia. Ti spiegherò delle cose nel post, ma la ricetta base è sempre questa. Ti consiglio di preparare l’occorrente per tre persone, quindi 3 uova + 300 grammi di farina 00. Non ne avanzerà molta, ma non la userai tutta;
  • 600 grammi di funghi. Io ho usato 300 grammi di pleurotus e 300 di champignon. Scegli quelli che vuoi, ma tieni conto che alcuni funghi hanno bisogno di un trattamento diverso da quello che ti indicherò io;
  • mezza cipolla bianca;
  • 20 grammi di burro;
  • 120 grammi di parmigiano circa;
  • Besciamella. Per la besciamella hai bisogno di un litro di latte parzialmente scremato, 75 grammi di burro e 75 grammi di farina, una bustina di zafferano, pepe bianco e sale. Anche se la besciamella base l’abbiamo già imparata qui, ti spiegherò di nuovo come fare perché questa è leggermente differente.

Iniziamo dalla sfoglia.
Le uova devono essere a temperatura ambiente e, come ormai ti ho già ripetuto cento volte, l’impasto deve riposare almeno 30 minuti per amalgamarsi bene. Diventerà più morbido e più profumato, quindi il tempo di riposo non è una roba che puoi evitare. 

Il procedimento lo trovi qui. L’unica differenza è che, invece di tagliare la pasta in tagliatelle, la devi lasciare nella fase strisce lunghe:

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Domanda logica numero uno: come faccio a trasformare quei lenzuoli in lasagne?
Risposta semplice. Ti basta tagliare in rettangoli la pasta, con l’aiuto di un tagliapizza. O un coltello.

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Non c’è alcun bisogno che siano tutti uguali, né di forma né di lunghezza. L’importante è formare degli strati, nessuno saprà mai come sono fatti.
Fai delle prove con la sfoglia appena fatta, con la teglia che hai scelto di usare.
Alla fine devi fare degli strati pensando al tetris. E se parte della sfoglia dovesse sovrapporsi, non ha alcuna importanza.
Esempio:

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Ora cominciamo con la preparazione delle lasagne vere e proprie.

Occupiamoci dei funghi.
Trita la cipolla col tritatutto o comunque a pezzetti molto piccoli.
Metti un cucchiaio d’olio in una padella e fai stufare la cipolla, a fiamma bassa.

Tampona i funghi con un panno bagnato per eliminare la terra in eccesso, poi tagliali a pezzetti. Ti ricordo che né champignon né pleurotus devono essere lavati sotto il getto d’acqua.

Mano a mano che li tagli, cacciali in padella.

Salali leggermente e fai cuocere a fiamma medio bassa, girando spesso. Ci vorranno circa 15 minuti.

Ecco il loro aspetto a cottura ultimata:

Metti da parte anche loro e prepariamo la besciamella.
In un pentolino metti i 75 grammi di burro e i 75 grammi di farina.

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Fai scaldare il tutto a fiamma molto bassa, girando continuamente con un cucchiaio di legno. Si formerà questo composto:

Versa il litro di latte, la bustina di zafferano e cospargi con del pepe bianco. Aggiungi anche il sale.

Fai cuocere a fiamma medio bassa, girando con una frusta. Non c’è bisogno che giri continuamente, ma intensifica il mescolamento mano a mano che il latte si addensa. Se dovessero formarsi dei grumi puoi anche pensare di usare un mixerino ad immersione per levarli. Metodo per cui ti schiferanno tutte le fashion blogger, ma funziona.

La besciamella ci serve parecchio morbida, perché dobbiamo spalmarla. Quindi fermati poco dopo l’inizio dell’addensamento e falla riposare per 5 minuti.
Ecco come deve essere (foto scattata prima del tempo di riposo, ovviamente):

Durante il riposo formerà una pellicina più solida sulla superficie: è normale e puoi mettere nella lasagna pure quella.

Gratta i 120 grammi di parmigiano e tira fuori il burro dal frigo, che ci serve un po’ morbido.

Accendi il forno a 200 gradi.

Incredibile ma vero, abbiamo tutti gli elementi. Dobbiamo solo assemblare.

Versa un po’ di besciamella sul fondo della teglia che hai scelto di usare:

Ricopri con della pasta:

Versa altra besciamella, cospargi di funghi e spolvera col parmigiano:

Ricopri con dell’altra pasta:

e ripeti l’operazione finché hai elementi.
Tieni conto che non devi COLMARE di roba ogni strato, ne basta poca. Io sono riuscita a farcire sei strati. Ne avrei voluto fare sette come la mamma di Gargiulo ma non mi sono bastati i funghi.

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La mamma di Gargiulo.

Tornando alle nostre lasagne, ecco che stiamo per arrivare all’ultimo strato, strato su cui devi mettere 20 grammi di fiocchetti di burro, sparsi un po’ ovunque:

Metti in forno e lascia cuocere a 200 gradi per 20-25 minuti. Se dopo questo tempo la lasagna non avesse ancora un aspetto bruciacchiato, aumenta a 210 e passa a modalità ventilata.
Ecco l’aspetto che deve avere:

Ma è da tagliata che fa la sua porca figura:

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Un’altra, perché dopo che uno sta in cucina per due ore, mostrare il capolavoro è obbligo. Questa è stata scattata una volta in cui le lasagne han riposato due giorni in frigorifero. E, fidati, erano ancora più buone:

E dopo tutto questo cucinamento puoi finalmente sederti e strafogarti, come ci si aspetterebbe da ogni Garbage Pail Kid che si rispetti.

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Esempi di vita.

Ciao e buon appetito!

Sandwich Babbling Brooke, con banana e smarties e Sandwich alla Scuzzy Ozzy (con froot loops e crema Marhsmallows)

Stavo guardando uno di quei film commedia dove qualcuno crepa di cancro (però con tanti sorrisi e pacche sulle spalle). Quando Naomi Watts perde il figlio per una malattia rarissima, lei sbrocca e comincia a preparare quintalate di dolci assurdi. Ad un certo punto osa talmente tanto che al Pizzakaiju è esploso il cervello per lo stupore e niente, ho dovuto ripetere l’evento. E mica una volta.

C’era una volta un Pizzakaiju timidamente temerario che mangiucchiava questo:

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Pensavo di avere osato tantissimo: sandwich con crema di Marshmallow e burro di arachidi crunchoso. Ottimo.
Ma quanta ingenuità, in me.

Quante volte vi è capitato di leggere Ricetta del Sandwich come nei film americani e poi negli ingredienti figuravano i pomodorini biologici del Vesuvio, il radicchio di Vigevano e la maionese fatta in casa da nonna Abelarda?

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Gente giustamente sconcertata. I pomodorini del vesuvio in USA?

No. Turisti dell’America.
Noi, qui, vogliamo mangiare lammmerda. Ed io lammmerda ti offro.
In due versioni.
Pronta?
Go, go, go!

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Dedicato ai salutisti che si sentiranno in vena di rompere i coglioni dopo aver letto la ricetta.

Esattamente come nel caso della pasta coi wurstel, dedicherei questi piatti elaboratissimi ai Pail Garbage Kids.

Fermo restando che puoi variare in milioni di modi, ecco cosa devi avere per prepararti un sandwich americano:

  • panbauletto;
  • burro di arachidi;
  • crema marshmallow (usata nella seconda versione del panino) oppure froot loops con marshmallow (usati nella primissima versione del panino);
  • una banana, più matura possibile;
  • Smarties. Oppure Cocopops. Oppure M&M’s. Oppure quel che ti pare.

Piccola precisazione: non mi piacciono la cioccolata (nutella o simili) ed il burro di arachidi insieme. Per questo non troverai questo accostamento, ma libera di scegliere il modo migliore per morire giovane.

In tutti i filmi di Godzilla insegnano che la cosa più importante quando incontri una creatura misteriosa è assegnarle un nome, quindi mi sento in dovere di chiamare questo panino Sandwich alla Babbling Brooke.

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Dedica necessaria.

Non tostare il pane, morbido in questo caso è più buono.
Su una fetta spalma un sacco di burro di arachidi (io ho usato circa 35 grammi).

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Taglia a pezzi la banana e poggiacela sopra. Purtroppo la mia non era molto matura, ma sappi che più è spappolosa e meglio è.

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Cospargi di froot loops.

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Chiudi il panino e divoralo.

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Ti ho incuriosito?
Sappi che riempie un sacco ed è buonissimo, pure se ha accostamenti cretini.
La seconda versione, però, mi è piaciuta di più.

Panino che battezzo Sandwich alla Scuzzy Ozzy.

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Su una fetta spalma un sacco di burro di arachidi.
Sull’altra fetta un sacco di crema Marshmallow.

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Taglia la banana (che è una costante) e poggiala sul burro d’arachidi.

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Cospargi l’altra metà con smarties (o dolcetti che preferisci).

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Per me è mondiale.
Sia chiaro, non ho finito di sperimentare e continuerò con gli abbinamenti imbecilli fino a quando avrò idee (tanto c’ho sempre la credenza colma di stronzate), ma un po’ hai capito il concetto e so che non hai bisogno di me per creare il perfetto panino per la perfetta merenda. Prima o poi proverò una versione light del panino di Elvis e creerò un post. Attendilo con ansia, mi raccomando.

Ciao e buona merenda!