Pasta e patate quella con la provola.

Qualche tempo fa ho riproposto su TikTok la mia minestrina con le patate e sono stata attaccata da un’orda di napoletani urlanti.
LA PROVOLA! DOVE STA LA PROVOLA! ORRORE! TU NON DEVI CUCINARE, TU FAI SCHIFO!

Roba che ho dovuto armarmi perché pensavo mi volessero venire a prendere a casa.

Ho cercato invano di spiegare che la pasta e patate si fa un po’ ovunque e che ne esistono milioni di tipi e che non è che una escluda l’altra.
Ma niente. Urla ed ancora urla, risate sarcastiche, uèuè sciuèsciuè e jamme ja’.

Ecco.

Sì, questo è un post molto politically correct, tanto per fare una cosa nuova.
Non vi preoccupate, cari amici napoletani: la prossima volta si torna alla normalità e me la prenderò di nuovo con gli africani, gli omosessuali, gli zingari e persino con gli ebrei.
Ma oggi si parla di voi. Perché io la pasta e patate la so fare. E con me, da oggi, tutti i Kaiju divoratori di mondi che passeranno da queste parti.

Sento che le ronde di #odiareticosta stanno per sfondarmi la porta di casa, se non mi senti più sai perché

Detto questo, la ricetta è facilissima e bisogna avere solo due accortezze: trovare una buona provola (possibilmente fresca) e controllare il livello dell’acqua durante la fase finale della preparazione.
Ma ti spiego dopo, un passo alla volta.

Go, go, go!

Mi sembra giusto inserire un Totò pertinente.

Per preparare la pasta e patate quella con la provola, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pasta mista. Mi raccomando MISTA, sennò i napoletani si incazzano pure per questo. Sì, oggi le tue libertà fondamentali ti sono negate.
  • 500 grammi di patate, possibilmente rosse. Peso preso dopo la pulizia;
  • 60 grammi di pancetta affumicata tagliata a dadini;
  • uno spicchio d’aglio;
  • una costa di sedano;
  • una cipolla;
  • 20 grammi d’olio;
  • 150 grammi di provola affumicata. O scamorza. Insomma, quella fresca di bufala è meglio, ma se non ce l’hai puoi usare la scamorza secca;
  • 50 grammi di parmigiano grattugiato;
  • 5 pomodorini;
  • una crosta di parmigiano (facoltativa, ma ci sta da Pazuzu);
  • sale e pepe;
  • acqua.

 Prima di iniziare metti una pentola d’acqua a bollire.

Ora prepariamo tutto.
Trita non troppo finemente una cipolla e la costa di sedano.

Taglia a pezzetti i pomodorini.
Pure l’aglio (e taglialo a metà, togliendo prima la parte centrale, che rende tutto indigeribile).

Riduci a dadini la provola (o la scamorza).

Grattugia il parmigiano a polvere.
Taglia a pezzi anche la pancetta.

Infine, se ce l’hai, taglia a pezzi anche la crosta di parmigiano.

Ora puoi pelare le patate e ridurre a pezzi pure loro, più o meno della stessa dimensione.

Ora scegli tu: se vuoi puoi mettere le patate in acqua, così non si ossidano. Che significa? Che si possono scurire leggermente.
Io me ne frego sempre, perché tanto la pasta e patate non la devo appendere al muro ma me la devo mangiare, ma tu fai come ti pare.

Ti serve una pentola in cui tu possa cuocere tutto e di cui possiedi il coperchio: la pasta e patate non ha bisogno di mille passaggi.
In quella pentola versa 20 grammi d’olio e fai soffriggere sedano, cipolla, aglio e pancetta.

Fai andare a fiamma bassa, girando spesso. La cipolla deve cambiare colore e pure la pancetta. Ci vorrà un po’, stacci dietro e non avere fretta che, come dicono in Norvegia, pe’ fa’ ‘e cose bone ce vo’ tiemp’.
Ecco a che punto devi arrivare:

A questo punto puoi unire le patate, insieme a del sale e del pepe.

Fai insaporire per circa 8 minuti, girando spesso.
Poi caccia dentro anche i pomodorini.

Adesso chiudi col coperchio e fai cuocere a fiamma bassa per 20 minuti. Ogni tanto gira, controlla che non si attacchi sul fondo e nel caso usa una fiamma ancora più bassa.
20 minuti dopo avrai una roba del genere, davanti a te:

Ora abbiamo quasi finito, le patate cuoceranno giusto il tempo della cottura della pasta.
Quindi ricopri con l’acqua calda, però non esagerare: il risultato finale deve essere non una minestra, ma una roba papposa. 
Quindi metti poca acqua per volta, al massimo ne aggiungi se occorre.
Inizia mettere acqua sufficiente a coprire leggermente le patate.

Ora metti dell’altro sale (senza esagerare), alza la fiamma e porta a bollore.
Dopodiché butta dentro la pasta.

Mescola bene e ricopri la pasta con l’acqua. Se vedi che l’acqua è poca, aggiungine. MA POCA PER VOLTA. Assaggia anche il liquido, se manca sale è giunto il tempo di aggiungerne (ma ricorda che tra poco arrivano i formaggi ed hanno un loro grado di sapidità).
Fai andare la pasta con una fiamma alta, girando di tanto in tanto. Spegni un minuto prima del tempo indicato sulla confezione.
Devi ottenere una cosa papposa:

Che diventerà ancora più papposa. Perché ora butti dentro il parmigiano:

Mescoli bene.
E poi la provola. Non tutta per volta. Qualche dadino, poi mescola e poi ancora qualche dadino. Così la distribuisci meglio.

A questo punto il formaggio inizierà a filare. E se pensi che la temperatura non sia abbastanza alta, aggiunto il formaggio chiudi col coperchio per un minuto, così il calore agisce bene.
Poi mescola ancora ed otterrai una roba super appiccicosa. Talmente appiccicosa che fare le porzioni non sarà facile:

E ti mostro una forchettata, perché ho fame.

Ciao e buon appetito!

Pennoni con crema di patate, salsiccia e provola (+ la colazione è il pasto più importante della giornata e non uscite nelle ore più calde)

Attenzione che oggi, qui, sul canale Pizzakaiju si scopre una roba importantissima: l’acqua calda.

Sono da sempre grande profeta del metodo calorie per fare qualsiasi cosa: vuoi dimagrire e devi stare sotto alle 1500? Non ti preoccupare, mangiati pure il mars. L’importante è che stai nel numero, quindi chi sono io per dirti che sarebbe meglio evitare, che quelle 200 calorie di grasso caramelloso potrebbero essere sostituite da sei chili di zucchine?
Fai quello che vuoi, sì va bene free mandela ma free anche la tua dieta.

L’importante è ingozzarsi.

Nella mia testa 200 calorie di mars e 200 calorie di zucchine sono sempre state la stessa cosa. L’importante è IL NUMERO!

Un altro ritardato matematico.

E seguendo questo sistema da pirla ho avuto ottimi risultati, sia chiaro. Ho perso 40 chii ed ho messo su un sacco di muscoli.
Però negli ultimi sei mesi le mie soddisfazioni non sono più quelle di un tempo: non cresco più e quella ciccia odiosa (che vedo solo io) mi viene a trovare negli incubi notturni e mi perseguita ad ogni gelato non programmato.

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La ciccia, nei miei sogni, ha questo aspetto. Chi coglie questa ha la mia stima.

Per combinazione, durante le mie seghe mentali durante l’allenamento, scopro il canale di Umberto Miletto: un tizio che usa lo sport per stare bene, non fissato con l’alimentazione, con i giorni di riposo, i tempi di recupero e via dicendo. Uno non fissato e basta.
Mi convinco, ora ci provo. Ora misuro i macronutrienti. Scarico l’app ed il mio asperger SUBITO si acuisce.

Scopro di vivere prevalentemente di grassi, con pochi carboidrati e praticamente ZERO proteine. Grazie al cazzo che non crescono i muscoli.

Ed io che davo la colpa ai nazisti.

Così inizio a cambiare alimentazione, a scegliere alimenti zuccherati ma non cicciosi e scopro che posso mangiare poco ma spesso.
Sì. Ho appena scritto che posso mangiare POCO MA SPESSO.
Il prossimo post sarà senz’altro sull’importanza di bere molta acqua.

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Mi raccomando.

L’esperimento dura da tre giorni e già noto una differenza nel fisico, come senso di riempimento di panza e di tranquillità mentre mangio fottutamente di più ma senza sensi di colpa.
Significa mai più gelati?
Mai più bombe al burro d’arachidi fritto?

CALMA!

Ma no. Significa solo che ci saranno giorni in cui libererò il Kraken e mi strafogherò di tutto quel che ho voglia, per poi tornare nella sana vita da Ordine e Disciplina.
Perché ormai faccio la vita del militare, faccio.
Mi alzo alle cinque e mezza del mattino, faccio palestra per tutto il giorno e poi la sera crollo alle nove e mezza. Sarei un’ottima spartana.

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Regola numero di ogni spartano: photoshopparsi abbbbestia o almeno usare dei filtri bellezza.

Siccome a questo post manca giusto una frase motivazionale a caso, di quelle Instagrammatiche, cito il saggio e concludo che È davvero felice chi prova a fare ciò che gli piace ed anche se fa male è meglio fallire che non agire mai. 

Infine, dato che Coerenza è il mio secondo nome, oggi piatto carico di ciccia e di grassi ma che vale tutti i sacrifici, come sempre. Una ricetta che ho rubato ad Angolo del gusto, cambiando giusto un paio di cose (di cui una sono un po’ pentita, mi sa che c’ha ragione lei).

Go, go, go!

Il tipico pranzo post workout.

Per preparare dei pennoni con crema di patate, salsiccia e provola, per due persone, hai bisogno di:

  • 180 grammi di pennoni. O comunque altra pasta corta bucata;
  • 300 grammi di salsiccia;
  • 400 grammi di patate;
  • una cipolla;
  • 200 grammi di vino bianco;
  • un cucchiaio d’olio;
  • sale e pepe;
  • 180-250 grammi di provola fresca. Perché questa differenza di dosi? Perché io ne ho messa 180, ma Angolo del gusto garantisce che con 250 grammi è anche più buona. A te la decisione.

La cosa più lunga è bollire le patate. Veramente, due palle.
Riempi d’acqua una pentola, cacciaci il sale grosso e metti dentro le patate. Chiudi col coperchio, aspetta le bolle e poi attendi anche la madonna. Perché non so quanto tempo tu ci metti a bollire le patate, ma a casa del Kaiju 40 minuti sono SEMPRE necessari. SEMPRE.

Fatto questo pelale, mettile in una ciotola e schiacciale con una forchetta.

Versa un po’ d’acqua per allungare la pappa, aggiungi il pepe e con l’aiuto di un mixer crea una crema densa:

Lasciala lì e passiamo ad altro.
Metti l’acqua della pasta a bollire.

Taglia a pezzi grossolani una cipolla.
In una padella piuttosto capiente versa un cucchiaio d’olio e caccia dentro la cipolla.

Falla andare a fiamma bassa per qualche minuto, il tempo che ti serve per tagliare a pezzetti la salsiccia. Ricordati di togliere anche il budello.

Aggiungi la salsiccia nella padella.

Falla insaporire giusto un minuto e versa il vino bianco.
Alza la fiamma e fai evaporare la parte alcolica.
A questo punto inizia la cottura della salsiccia, che avrà bisogno di una ventina di minuti: caccerà fuori un sacco di acqua che dovrà sparire e poi dovrai anche farla bruciacchiare un po’. Girala spesso, stacci dietro.
Alla fine dovrà avere questo aspetto:

Nel frattempo, tra un giramento e l’altro, taglia a pezzetti la provola:

Quando la salsiccia è pronta bisogna unirla alla crema di patate. Siccome la crema di patate si sarà bella massicciata, versaci un po’ d’acqua (va benissimo quella dove cuocerai la pasta) per ammorbidirla.
Versala poi in padella:

Mescola tutto bene e cuoci la pasta, che devi tirare fuori un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione. E senza buttare l’acqua di cottura, che ci serve.

Riversa i pennoni in padella insieme alla provola.

Non tutta insieme: aggiungine un po’ per volta, mescola e aggiungine ancora fino a quando sei soddisfatto. Come dicevo, le dosi vanno dai 180 ai 250. Vedi tu quando fermarti.
Deve diventare un paciugo, una roba tutta azzeccosa o, in italiano, una specie di blob (e manco questo è italiano).

Ecco la mia, con i 180 grammi di provola:

Altra foto:

Prepara i piatti ed è proprio un peccato che non abbia la macchina fotografica (ma dovrebbe tornare entro pochi giorni) perché era molto, molto più bella di così:

Ciao e buon appetito?

No. Perché da oggi ti darò tutti i valori nutrizionali di quello che stiamo mangiando. Ovviamente questi valori sono calibrati con i 180 grammi di provola e non con i 250.

Valori nutrizionali per una porzione (le mie ricette sono sempre pensate per due porzioni). Ossia, se sei un ritardato matematico, questi valori sono riferiti alla metà della pappa che abbiamo preparato oggi. Insomma, al tuo cazzo di piatto.

Calorie: 1103.
Carboidrati: 104 grammi.
Proteine: 49 grammi.
Grassi: 54 grammi.

Ora hai la conoscenza, sei libero di ingozzarti di provola e di sensi di colpa.

Il nostro motto.

Ciao e buon appetito!